IASummit

February 28th, 2006

Finalmente sono riuscito ad aprire il mio blog personale, e, siccome chi ben comincia è a metà dell’opera, ho voluto iniziare questo mio viaggio con un commento ragionato sull’IASummit dello scorso venerdì.

Il primo relatore è stato P.Boersma che ha dato inizio alle danze con una presentazione degna dello stile di Steve Jobs. Peter è stato molto puntuale nel presentare le sue idee, non è sceso troppo nel particolare per evitare di essere troppo prolisso ed ha conluso il suo discorso con un’osservazione molto acuta in merito alla necessità di scambiarsi pareri, opinioni ed esperienze personali in quanto il futuro dell’IA è proprio l’User Experience.

A posteriori, l’osservazione di Perter -senza che lui volesse- risuona tanto come un monito. Sì, perchè il tormentone delle successive presentazioni (eccetto altri ottimi interventi, vedi Simone Fuchs e Emanuele Quintarelli) è stato un continuo presentare il proprio punto di vista sull’IA, ma senza spiegare le distanze che separavano le personali idee rispetto quelle degli altri o alle teorie più o meno note. Questo modo di fare risulta al quanto autoreferenziale e poco utile.

Nel complesso mi ritengo cumunque soddisfato perchè con i miei compagni di summit (Ciccio, Fullo e Alberto) sono riuscito a confrontarmi su temi assolutamente poco discussi in ambiente accademico e nel mondo del lavoro.

Ringrazio sentiamente Ciccio per aver messo a disposizione il suo veiocolo a 4 ruote, Alberto per il tetto e la grappa friulana e Fullo per il suo PalmOne inutilizzabile nelle strade romane.

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