Mercato del Web
March 27th, 2006
In questi mesi che segnano un inizio d’anno stentato per l’economia Italiana e in generale per quella Europea, nei quali è risultato ormai evidente il declino di alcuni media convenzionali (vedi la tv) a favore di nuovi e più giovanili strumenti per la pubblicazione, fruizione e condivisione dell’informazione. I colossi dell’IT sembrano impegnati esclusivamente alla corsa verso il Web 2.0 Office.
Solo per fare qualche esempio:
- Microsoft ha realizzato Outlook Web Access (OWA)
- Google ha acquistato Writely
- Microsoft sta producendo Office 2007 , che risulterà avere caratteristiche web-based
senza contare la proliferazione di altre applicazioni quali:
Ma questa spinta tecnologica ha una rispettiva corrispondenza nei i bisogni dell’utenza, e soprattuto, va incontro alle esigenze di un mercato del web che in Italia sembra sempre più lontano dal mondo della piccole e medie imprese?
Per fare un’esempio, questo fine settimana sono stato invitato da un amico alla sua festa di laurea. Il locale dove si è tenuta la festa era poco conosciuto, così mi è stato indicato come punto di riferimento un importante Hotel di Cervia. Per conoscere la via ho reperito con google il sito dell’hotel e le indicazioni su come raggiungerlo, ma con mio grande stupore, sbirciando tra le pagine, il sito non risulta dotato di un sistema di pagamento on-line.
Come è possiblie che in riviera esistano hotel di tali dimensioni senza un sistema di prenotazioni-pagamento on-line delle camere?
In Italia c’e’ ancora molto da lavorare per far comprendere come sia possibile migliorare il lavoro e il fatturato utilizzando tecnologie web-based, ma l’Office on Web quando arriverà?
Per i clienti sempre il meglio
March 8th, 2006
Pensi di essere l’unico a sentirsi frustrato dinnanzi alla totale inefficienza e disorganizzazione di alcuni servizi online, quando a volte basta leggere un blog per capire che ci sono altri sventurati che vivono le tue stesse vicissitudini.
Qualche settimana fa ho deciso assieme alla mia ragazza e un gruppo di amici di comprare i biglietti per uno spettacolo del Cirque du Soleil. Naturalemente la prima cosa che ci è venuta in mente è stata quella di prenotare e scegliere i posti online.
Inizialmente abbiamo pensato sarebbe stato un gioco da ragazzi, non immaginavamo di doverci imbattere in un sistema:
- realizzato con tecnologia flash tale da non permettere il corretto funzionamento del mio browser (Firefox per OS X);
- che non permette agli utenti di scegliere liberamente i posti disponibili all’interno dei settori (3 anni fa comprai in Spagna biglietti dello stesso spettacolo scegliendo i posti da una mappa dettagliatissima dove risultavano sia le sedute occupate che quelle libere);
- talvolta irragiungibile.
Irritato da tale inefficienza ho scitto una mail al servizio assistenza, che come da copione mi ha risposto spiegandomi che l’assegnazione automatica avrebbe scelto il miglior posto a disposzione nel settore da me prescelto.
Ma come è possibile che si progettino e realizzino sevizi del genere?
i nuovi media avanzano?
March 8th, 2006
Solo qualche settimana fa mi trovavo a parlare con un manager di un’importante azienda italiana, il quale mi confidava che gli ascolti TV, per il loro target di mercato, erano scesi notevolmente negli ultimi anni. E per questo, il loro settore marketing stava pensando di investire maggiormente nei nuoivi media.
Bravi!! Ottima scelta, e lo conferma - indirettamente - anche lo studio pubblicato dall’IBM dal titolo “The end of TV as we know it”.
La ricerca spinge molto sulla necessità - ormai divenuta vitale - da parte dei network televisivi di tenersi al passo con i cambiamenti techno-culturali (“Companies must get in front of change…or consumers threaten to leave them behind”). I consumatori stanno diversificando il loro accesso alle informazioni, e alcune minoranze propendono verso nicchie d’informazione.
Come si può osservare dal grafico, i network televisivi classici si sentono già in competizione con i mezzi di comunicazione meno convenzionali quali portali informativi e canali autogestiti dagli utenti.

La rivoluzione techno-culturale è in atto, ma in italia si continua a discutere (vedi Paolo Valdemarin, Layla Pavone, Alberto) sulle peculiarità del mercato dei nuovi media “noStrano”, preoccupante!