Fare il cul lappe lappe

April 30th, 2006

Qualche giorno fa mi sono cimentato nel “gioco del vocabolario“. Per chi non lo conoscesse, tale gioco consiste nel cercare a turno un lemma (non di uso comnune) nel dizionario, e riportando agli altri concorrenti la parola scelta creare tante definizioni su misura.
Bene, durante il mio turno ho scovato il termine “lappe” che da definizione indica il rumore delle natiche in un momento di paura.
Come è facile immaginare la definizione reale è risultata così buffa da trarre in inganno tutti.

Pensi di essere l’unico a sentirsi frustrato dinnanzi alla totale inefficienza e disorganizzazione di alcuni servizi online, quando a volte basta leggere un blog per capire che ci sono altri sventurati che vivono le tue stesse vicissitudini.

Qualche settimana fa ho deciso assieme alla mia ragazza e un gruppo di amici di comprare i biglietti per uno spettacolo del Cirque du Soleil. Naturalemente la prima cosa che ci è venuta in mente è stata quella di prenotare e scegliere i posti online.

Inizialmente abbiamo pensato sarebbe stato un gioco da ragazzi, non immaginavamo di doverci imbattere in un sistema:

  1. realizzato con tecnologia flash tale da non permettere il corretto funzionamento del mio browser (Firefox per OS X);
  2. che non permette agli utenti di scegliere liberamente i posti disponibili all’interno dei settori (3 anni fa comprai in Spagna biglietti dello stesso spettacolo scegliendo i posti da una mappa dettagliatissima dove risultavano sia le sedute occupate che quelle libere);
  3. talvolta irragiungibile.

Irritato da tale inefficienza ho scitto una mail al servizio assistenza, che come da copione mi ha risposto spiegandomi che l’assegnazione automatica avrebbe scelto il miglior posto a disposzione nel settore da me prescelto.

Ma come è possibile che si progettino e realizzino sevizi del genere?

Liberi di cambiare

March 2nd, 2006

E’ tutto il giorno che ripenso al post di Alberto sulla citazione di Luca Sofri in merito al motto “sii te stesso”.

No, non sono d’accordo con Sofri, il suo modo di spiegare che tale tormentone non porta al cambiamento è solo un barbatrucco fondato sul mero sigificato letterale dei termini.

Essere se stessi non può essere accomunato ad un concetto statico ma dinamico.

A tal proposito mi piace riportare uno stralcio di intervista a Calvino nella quale svela il messaggio composito della trilogia “I nostri antenati“.

“Ho voluto farne una trilogia di esperienze sul come realizzarsi come esseri umani: nel Il Cavaliere inesistente la conquista dell’essere, nel Il Visconte dimezzato l’aspirazione a una completezza al di la delle mutilazioni imposte dalla società, nel Il Barone rampante una via verso una completezza non individualistica da raggiungere attraverso la fedeltà ad un’autodeterminazione individuale: tre gradi d’approcio alla libertà.”