i nuovi media avanzano?
March 8th, 2006
Solo qualche settimana fa mi trovavo a parlare con un manager di un’importante azienda italiana, il quale mi confidava che gli ascolti TV, per il loro target di mercato, erano scesi notevolmente negli ultimi anni. E per questo, il loro settore marketing stava pensando di investire maggiormente nei nuoivi media.
Bravi!! Ottima scelta, e lo conferma - indirettamente - anche lo studio pubblicato dall’IBM dal titolo “The end of TV as we know it”.
La ricerca spinge molto sulla necessità - ormai divenuta vitale - da parte dei network televisivi di tenersi al passo con i cambiamenti techno-culturali (“Companies must get in front of change…or consumers threaten to leave them behind”). I consumatori stanno diversificando il loro accesso alle informazioni, e alcune minoranze propendono verso nicchie d’informazione.
Come si può osservare dal grafico, i network televisivi classici si sentono già in competizione con i mezzi di comunicazione meno convenzionali quali portali informativi e canali autogestiti dagli utenti.

La rivoluzione techno-culturale è in atto, ma in italia si continua a discutere (vedi Paolo Valdemarin, Layla Pavone, Alberto) sulle peculiarità del mercato dei nuovi media “noStrano”, preoccupante!
Liberi di cambiare
March 2nd, 2006
E’ tutto il giorno che ripenso al post di Alberto sulla citazione di Luca Sofri in merito al motto “sii te stesso”.
No, non sono d’accordo con Sofri, il suo modo di spiegare che tale tormentone non porta al cambiamento è solo un barbatrucco fondato sul mero sigificato letterale dei termini.
Essere se stessi non può essere accomunato ad un concetto statico ma dinamico.
A tal proposito mi piace riportare uno stralcio di intervista a Calvino nella quale svela il messaggio composito della trilogia “I nostri antenati“.
“Ho voluto farne una trilogia di esperienze sul come realizzarsi come esseri umani: nel Il Cavaliere inesistente la conquista dell’essere, nel Il Visconte dimezzato l’aspirazione a una completezza al di la delle mutilazioni imposte dalla società, nel Il Barone rampante una via verso una completezza non individualistica da raggiungere attraverso la fedeltà ad un’autodeterminazione individuale: tre gradi d’approcio alla libertà.”